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Khiva, la città da fiaba della Via della Seta

Team AroundCA

Luoghi in questo articolo: Khiva · Bukhara

Guida della città · Khiva

Khiva, la città da fiaba della Via della Seta

Una città interna cinta da mura dove quasi nulla è moderno. Khiva è quanto di più vicino ci sia in Asia centrale a entrare direttamente nel XIX secolo.

📷 Foto: panorama di dall’alto, immagine principale

Khiva si trova nell’oasi desertica della Corasmia, abbastanza lontano da Samarcanda e Bukhara da essersi sviluppata lungo una traiettoria tutta sua: un khanato dedito alla tratta degli schiavi fino al XIX secolo, uno degli ultimi luoghi della regione a cadere sotto il controllo russo e, di conseguenza, uno dei più intatti. Quasi tutta la città vecchia, Itchan Kala, sopravvive all’interno delle sue mura originali in mattoni crudi, e nel 1990 l’UNESCO ha iscritto l’intera città murata come un unico sito del Patrimonio mondiale anziché scegliere singoli monumenti, perché nel caso di Khiva l’insieme è davvero un unico oggetto.

Le mura di Itchan Kala

Le mura esterne di Itchan Kala risalgono in gran parte al XVII e XVIII secolo, anche se il sito era fortificato già molto prima, e sono ancora oggi il motivo per cui Khiva appare così diversa da Samarcanda o Bukhara: si attraversa una delle quattro porte e la città moderna si ferma davvero. Camminare sulle mura, nei tratti accessibili, dà l’idea più chiara delle dimensioni: la città vecchia è così compatta che dai bastioni la si vede quasi da un capo all’altro.

Minareto Kalta Minor

La struttura più fotografata di Khiva è anche quella notoriamente incompiuta. Muhammad Amin Khan iniziò a costruire il nel 1851 con l’intenzione di farne il minareto più alto del mondo islamico, così alto, secondo la leggenda locale, da vedere fino a Bukhara, finché non morì nel 1855 e la costruzione si fermò semplicemente a 29 metri, una frazione dell’altezza prevista. Ciò che resta è tozzo, largo e rivestito dalla base alla sommità di piastrelle smaltate turchesi, blu e bianche, con un motivo che non si trova da nessun’altra parte nel Paese, dato che non era mai stato pensato per essere visto da questa prospettiva.

📷 Foto: il minareto Kalta Minor in primo piano

Kunya-Ark

La fortezza del khan all’interno della fortezza, ospitava la sala del trono, la zecca, l’harem e una moschea estiva rivestita quasi interamente di blu: sali sulla torre di guardia per la migliore vista dall’alto sullo skyline di Itchan Kala, minareti e cupole stipati in uno spazio che si attraversa a piedi in venti minuti.

Minareto di Islam Khoja

Costruito nel 1910, è la struttura principale più recente di Itchan Kala e, con i suoi 45 metri, la più alta: un’aggiunta tardiva che in qualche modo non stona con tutto ciò che di secoli più antico la circonda, con fasce alternate di mattoni turchesi, blu e color terracotta disposte a spirale per tutta la sua altezza. Si può anche salire, lungo una scala ripida e stretta, per godere della vista migliore in assoluto sulla città vecchia.

Madrasa di Muhammad Aminkhan

La più grande dell’Asia centrale all’epoca della sua costruzione, negli anni 1850, oggi in parte trasformata in hotel: è uno dei diversi edifici della città vecchia adibiti ad alloggio, il che significa che è possibile dormire davvero all’interno delle mura di Itchan Kala invece di arrivarci ogni giorno da un hotel moderno fuori dalle mura, e vedere la città vecchia deserta al mattino presto, prima che arrivino i visitatori giornalieri.

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Samarcanda colpisce con la scala, Bukhara con la densità. Khiva lo fa con la completezza: un’unica città murata dove quasi nulla è stato aggiunto o perduto da quando ha smesso di crescere.

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